Nellumbo | Lozione Detergente
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Confezione da 100 ml. La nostra lozione detergente, realizzata con idrolati di fiordaliso e camomilla romana, pulisce delicatamente occhi, muso e orecchie del tuo animale. L'alta concentrazione di minerali e oligoelementi presenti nell'acqua di mare permette naturalmente di:
- Ridurre l'infiammazione
- Rilassare e lenire
- Ripristinare l'equilibrio cutaneo normale. Una formula innovativa che unisce le virtù delle piante e dell'acqua di mare, un prodotto essenziale per ogni giorno! Adatta per cani e gatti.
Composizione
Acqua, idrolato di fiordaliso**, idrolato di camomilla romana**, acqua di mare*, leucidal* ** Prodotto da agricoltura biologica
* Certificato Ecocert
Curiosità dalla scienza
Uno studio (consultabile a questo link) ha mostrato che l'olio essenziale (quindi con direzione di effetto uguale anche se intensità differente rispetto all'idrolato) di lavanda applicato topicamente riduce l'edema, l'attività della mieloperossidasi e la produzione di ossido nitrico in tre diversi modelli di infiammazione acuta. Un altro studio (consultabile a questo link) sul microbiota cutaneo del viso ha confrontato l'attività antimicrobica di due diversi olii di lavanda attribuiendo tale attività principalmente al linalolo.
Curiosità dalla tradizione
La lavanda accompagna la cura di pelle e ferite in Occidente da oltre 2500 anni, con un filo quasi ininterrotto tra Antico Egitto, dove era usata nell'imbalsamazione e in cosmesi, Grecia e Roma, Medioevo, fino al 1910, periodo della svolta scientifica: il chimico francese René-Maurice Gattefossé si ustionò una mano in laboratorio e la immerse per caso in olio di lavanda, osservandone la rapida guarigione — un aneddoto spesso citato come atto di nascita dell'aromaterapia moderna.
Anche la camomilla ha una lunga tradizione occidentale e orientale. Era, infatti, diffusa in Antico Egitto, dove i fiori venivano dedicati al dio del sole Ra per le loro proprietà febbrifughe, Grecia e Roma, dove veniva descritta da medici come Asclepio, Ippocrate e Galeno, gli Anglosassoni la inserirono tra le nove erbe sacre, nella medicina dell'Asia centrale, dove veniva usata per nervi, stomaco e gonfiori articolari.